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martedì 14 ottobre 2014

Incontri, haiku e flexagoni

Domenica 12 ottobre siamo stati ad un incontro, tenuto da Sybille Kramer e Silvia Geroldi, per parlare di Scuola Parentale e per creare con i bambini Haiku e Flexagoni.

 

Già tempo fa avevo scoperto, sempre tramite Sybille, dell'esistenza dei flexagoni ed ero andata subito a cercare di cosa si trattasse  (e inutile aggiungere che ne avevo immediatamente creato uno di prova, ma al momento non aveva entusiasmato i bimbi).






Il pomeriggio è iniziato con una breve presentazione da parte di Sybille di ciò che è l'Homeschooling e poi è proseguito con un laboratorio pratico, che ha molto divertito i bambini partecipanti. Io mi sono persa qualche pezzo, all'inseguimento del piccolo in giro per Open, ma poi sono riuscita a creare un flexagono tutto mio :)





lunedì 8 settembre 2014

Il tempo è denaro

Per sentirci ancora un po' in vacanza, abbiamo portato i bimbi in un famoso parco divertimenti.

Giornata calda e soleggiata, a dispetto delle previsioni del tempo non troppo incoraggianti, ci siamo goduti la gita, abbiamo consumato le scarpe avanti e indietro per il parco, ma siamo stati anche tanto tempo fermi. Fermi in coda per salire sulle varie attrazioni. Le previsioni non hanno scoraggiato solo noi, insomma.



Eravamo già stati avvisati da un'amica, ma abbiamo constatato di persona che in questi grandi parchi hanno aggiunto con gli anni oltre a nuove attrazioni, anche nuove "regole": pagando un extra, una sorta di pizzo legalizzato, anzi proprio incoraggiato da cortesi dipendenti del parco all'inizio di ogni fila, si può evitare l'attesa: si superano tutte le persone in coda e si sale direttamente in giostra.

Si sa che il tempo è denaro, anche se si è in un parco divertimenti, anche se si è in vacanza, anche se poi ci si lamenta che per fare una radiografia con la mutua si aspettano sei mesi e pagando due giorni.

Del resto è legale, mica si paga sottobanco e il guardiano ti fa passare sotto il cordolo mentre gli altri sono distratti. No, gli altri, quelli col naso all'insù a guardare il cartello a led che indica i tempi di attesa, vedono solo che quel numerino aumenta, perchè il furbone che paga passerà anche prima, ma agli altri che restano si allunga ancora di un po' l'attesa, già considerevole (le attrazioni più gettonate avevano tempi di attesa di 60-75 minuti).

Divertiti e amareggiati.

martedì 21 gennaio 2014

Bruno Barbieri e Maria Montessori

Ieri sera sono stata alla presentazione del nuovo libro di Bruno Barbieri (per chi non sapesse chi sia, è uno chef che partecipa ad una trasmissione televisiva), che è un libro a metà tra un ricettario e un'autobiografia, e che presenta una novità nel suo genere: le ricette non sono accompagnate da fotografie del piatto finito, ma da illustrazioni. E non sono illustrazioni qualsiasi: sono state realizzate da Marina Cremonini, la mia cara amica di cui ho già raccontato anche nel post su Querciantica.


Sono andata alla presentazione con Aris, che dopo alcuni minuti si è stancato di stare fermo e in silenzio; così mentre Bruno Barbieri raccontava di sè e di Marina, sono uscita dalla sala eventi e sono rimasta tra gli scaffali della libreria. Qui c'erano non solo libri, ma anche moltissimi utensili da cucina.


Accanto ad uno scaffale c'era un tavolino con appoggiati sopra degli opuscoli di una marca di design per attrezzature da cucina. Aris ha iniziato a prenderne un po' per volta e a metterli sopra le pile di libri degli altri scaffali.


Sul momento ho pensato che stesse facendo casino, e mano a mano che lui li spostava poi io li rimettevo al loro posto sul tavolino. Ma lui ricominciava da capo, e in modo sistematico li rimetteva sopra le pile di libri, a mucchi. L'ho lasciato fare per varie volte, in modo che si intrattenesse fino alla
conclusione della serata, e ho così avuto modo di osservarlo: usava un certo criterio per spostare i volantini e si ostinava ad impilarli sugli altri libri.


Dopo un po' ho capito che li stava mettendo in ordine: per lui non c'era differenza tra opuscolo e libro, e tutti gli altri libri della libreria si trovavano impilati in file precise, così cercava di mettere bene a posto anche i depliant. Esattamente come sostiene Maria Montessori, sulle esigenze di armonia dei bambini, anche i più piccoli amano e tentano di riprodurre un preciso ordine.


Da Il segreto dell'infanzia (cap. VIII - L'ordine): uno dei periodi sensitivi più importanti e il più misterioso è quello che rende il bambino sensibilissimo all'ordine. Questa sensibilità si manifesta già dal primo anno di vita e si prolunga anche durante il secondo. 

E ancora: L'ordine delle cose vuol dire conoscere il collocamento  degli oggetti nell'ambiente, ricordare il luogo ove ciascuno di essi si trova.

venerdì 6 dicembre 2013

Letture su salute e alimentazione

Titolo: Bambini super-vaccinati - seconda edizione   
Saperne di più per una scelta responsabile
autori: Eugenio Serravalle
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 355
anno pubblicazione: 2012


Titolo: Figli Vegetariani
Come allevare i figli dall'infanzia all'adolescenza con la dieta vegetariana
Autore: Luciano Proietti
Editore: Sonda Edizioni
Data pubblicazione: Giugno 2006
Formato: Libro - Pag 148


Titolo: Le vaccinazioni pediatriche 
Revisione delle conoscenze scientifiche
Autore: Roberto Gava
Editore: Salus Infirmorum
Data pubblicazione: Settembre 2006
Formato: Libro - Pag 822


Titolo: Naturalmente bimbo. Manuale pratico per la salute 
e il benessere del bambino da 0 a 3 anni, con i menu 
e le ricette settimanali per lo svezzamento naturale
Editore: Terra Nuova Edizioni
Collana: Mamma e bambino
Data di Pubblicazione: Aprile 2003
Pagine: 166







Ho scelto di indicare due testi sulle vaccinazioni pediatriche non per esprimere un giudizio personale sulla pratica vaccinale, ma perchè ritengo che qualsiasi scelta prendiamo in vece di un'altra persona (per i nostri figli in questo caso) vada fatta in modo consapevole.

Il testo Figli vegetariani riporta a mio parere molte informazioni utili anche per chi sceglie una dieta onnivora per i propri figli, poichè indica i principi di una dieta sana e bilanciata (per es i grammi di proteine raccomandati per kg di peso: ai genitori poi la scelta delle fonti proteiche a cui attingere).

martedì 19 novembre 2013

Letture sulla genitorialità e stili di accudimento

Titolo: Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina
Favorire l'accoglienza del nuovo nato e la relazione tra fratelli   
autori: Giorgia Cozza
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 235
anno pubblicazione: 2013

Titolo: Di notte con tuo figlio
La condivisione del sonno in famiglia
autori: James J. McKenna
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 126
anno pubblicazione: 2011

Titolo: E se poi prende il vizio?
Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini
autori: Alessandra Bortolotti
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 232
anno pubblicazione: 2010

Titolo: Il senso di appartenenza
Autore: Willi Maurer
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 258

Titolo: Impariamo da lui
Autore: Penelope Leach
Editore: RED!

Titolo: La prima ferita.
L'influenza dell'imprinting sul nostro comportamento umano
Autore: Willi Maurer
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 208

Titolo: Libertà e amore.
L'approccio Montessori per un'educazione secondo natura
autori: Elena Balsamo
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 358
anno pubblicazione: 2010

Titolo: Portare i piccoli-seconda edizione
Un modo antico e moderno di stare insieme
autori: Esther Weber
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 278
anno pubblicazione: 2013

Titolo: Risvegliare il cuore bambino
Autore: Carla Hannaford
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 200

Titolo: Sono qui con te
L'arte del maternage
autori: Elena Balsamo
collana: Il bambino naturale - Ed. Il leone verde
pagine: 250
anno pubblicazione: 2007










Questi sono alcuni dei libri che ho sfogliato, letto, riletto, prestato, amato, sperimentato... Vissuto di più. Ce ne sono tanti altri, naturalmente, ma da qualche parte si deve pur cominciare.

Altre raccolte di libri che ho amato:
Letture sulla gravidanza
Letture sulla decrescita felice e sull'ecologia


venerdì 25 ottobre 2013

Aste numeriche

Ed ecco il nostro lavoro finito, con la collaborazione dei bambini: più montessoriano di così!



Le vernici ad acqua e atossiche, certificate e bla bla bla, che ho scelto non solo per i due più grandi, ma anche in previsione di eventuali "assaggi" da parte del piccoletto di casa, erano disponibili in pochi colori, e per ottenere un effetto coprente avremmo dovuto dare più mani, ma la curiosità e l'attesa erano troppo forti per aspettare oltre, così abbiamo deciso che erano pronte anche se un po' sbiadite rispetto al materiale già completo che si trova in vendita.

I bambini hanno voluto giocarci subito; quello che ho notato è che il quasi cinquenne si è buttato nell'attività direi a capofitto e senza esitazioni, senza farmi domande, senza cercare la mia conferma, mentre la seienne (che frequenta la scuola primaria) si interrompeva di continuo chiedendo a me suggerimenti o partecipazione.


Da un lato il fatto di essere più grande emergeva in una migliore capacità di previsione, cioè ad occhio, prima di affiancare tra loro le aste, si faceva un'idea molto precisa e quasi sempre corretta della successione, dall'altro aveva "paura di sbagliare", e se era indecisa fra sé e sé cercava il mio sguardo. Il quasi cinquenne invece è partito senza esitazioni, e ha proseguito così fino alla fine; quando trovava qualche intoppo, restava un momento interdetto e poi trovava da solo la soluzione, senza mai distogliere lo sguardo dal suo gioco: era davvero concentrato.

L'aspetto più sorprendente è stato proprio l'autocorrezione dell'errore (presente anche nei giochi di incastri), che in lui era davvero "da manuale".


Abbiamo poi approfittato delle aste per usare il righello e misurare i 10cm, per parlare del metro, che è lungo 100cm (il cento piace sempre come numero), e da lì abbiamo contato a ritroso le decine (100, 90, 80, ecc), trovando la corrispondenza tra decine e unità (l'asta lunga 40cm è composta da 4 segmenti, ecc).

Anche il piccolino ha voluto dire la sua:


venerdì 18 ottobre 2013

Luci ed ombre dell'educare



Raccolgo volentieri la proposta da parte di Caterina di Liberelettere  di partecipare all'iniziativa molto stimolante di Selima.
Per me è un tema nuovo, in un certo senso. Mi occupo dei miei bambini da quando sono nati (e da un po' prima, anche), ma ho la tendenza a navigare a vista: mi piace leggere su crescita, sviluppo, educazione, pedagogia, ma poi vivo di pancia. Per questo, mettere per iscritto quello che sento, che vivo, è una novità, e non sono sicura di riuscire a dipanare le idee, per farle passare dalla pancia alla testa e poi alle dita sulla tastiera.

Nella vita quotidiana, uso il termine educare senza chiedermi esattamente che cosa significhi, quindi non ne farò un'analisi nè etimologica, nè semantica. A volte sintetizzo con educare quello che è nel senso comune: istruire, trasmettere valori, abituare i bambini a certe regole sociali, insegnare nozioni.
E non mi importa se nella mia testa do al termine una precisa sfumatura di rispetto del bambino come persona e invece gli altri mi immaginano più coercitiva.
Quello che mi interessa è di rispettare i miei figli, e nello stesso tempo permettere loro di trovare ciascuno la propria strada qui, con tutti i compromessi che la vita qui, oggi, comporta (insieme ai vantaggi).

Mi trovo abbastanza in sintonia con le idee di Selima, e mi piace molto questa sua considerazione:
"Anche quando si interpreta il ruolo educativo basandosi sull’improvvisazione, accogliendo gli stimoli e le richieste del bambino, sulla flessibilità, adattandosi agli obiettivi e agli interessi del bambino, anche quando ci poniamo in un atteggiamento di ascolto e accettazione delle esigenze dell’altro, persino quando ci mettiamo alla pari con loro, stiamo compiendo un atto che presuppone una grande consapevolezza  e l’intenzionalità di chi sa che potrebbe fare altrimenti e decide di non farlo."

E questo mi rimanda un po' al pensiero montessoriano, che ho sempre sentito molto vicino a me e all'idea di come vorrei essere quando invece sbaglio. Perchè i condizionamenti di un modello educativo coercitivo e autoritario li sento ancora ben radicati dentro e spesso è solo con un certo sforzo che riesco ad aderire all'idea libertaria di educazione che vorrei per i miei figli e che, ripeto, di pancia sento. Tornando alla Montessori, mi piace e condivido l'idea di base di "aiutare a fare da solo", che si potrebbe forse esprimere meglio con un "lasciami fare da solo": l'aiuto sta a monte, quando il genitore (o l'educatore) predispone l'ambiente migliore, il più favorevole e sicuro, ma poi si tratta di lasciar fare. Questo vale fin dalla primissima infanzia, sia per i bambini più grandi: lasciar fare ed essere a disposizione.



Non a caso, Maria Montessori nei suoi testi ripete che il maggior lavoro educativo è stato rivolto verso le maestre, che dovevano reimparare a non intervenire.

Piuttosto, trovo che spesso si debba intervenire attivamente nell'educazione perchè questo mondo non è fatto per i bambini (forse non è fatto per quasi nessuno di noi); quante regole, quante scelte curricolari in ambito scolastico sono influenzate dal mondo così com'è? A me pare molte. Perchè ci si aspetta che i bambini usino le posate per mangiare? Perchè è preferibile avere 8 in matematiche e 6 in musica piuttosto che viceversa? Perchè quando si attraversa la strada, si pretende che il bambino ci dia la mano? Se vivessimo in un altro posto, questi esempi assumerebbero significati diversi. Ma certo viviamo qui, e di conseguenza mi trovo ad adeguare le mie scelte educative in relazione alla nostra realtà. Però questo mi fa spesso interrogare sul senso, sull'importanza, sul peso di molte cose che scelgo o non scelgo di fare e di trasmettere ai miei bambini.

Una volta una persona mi ha detto che non posso prescindere dai condizionamenti culturali millenari, perchè tutti noi li abbiamo interiorizzati a tal punto che o ci illudiamo di essercene liberati o se ci provassimo ci troveremmo smarriti, senza radici solide. Mi ha citato tanto di bibliografia, ma non mi ha convinta fino in fondo. Forse è vero, forse i condizionamenti mi impediscono di scegliere veramente come educare i figli, ma almeno ci provo, mi interrogo, non smetto mai di chiedermi perchè e che senso abbia fare certe cose, e scelgo almeno la misura in cui farle (e richiederle ai miei figli).

Un paio di anni fa ho comprato un libro, "Educare alla vita" di Swami Kriyananda. Al primo tentativo, l'ho abbandonato, perchè chissà che cosa cercavo, forse esempi concreti o un metodo, e invece erano "solo" idee, molto impalpabili. Ma sono idee; così l'ho poi ripreso in mano, perchè se non penso di poter fare meglio, non lo farò mai, se non penso a come cambiare quello che non mi piace, resterà probabilmente sempre uguale.

Questo post partecipa all’iniziativa:
Stiamo in ascolto   






Estendo l'invito alla mia cara Lunamonda e lascio i link dei post che ho letto finora con molto piacere:

Caterina 

Pippi House 

Selima 

venerdì 4 ottobre 2013

Aiuto, i ladri!

Spesso mi sono chiesta come affronterò con i miei bambini il tema del denaro, della ricchezza e della povertà (e di tutte le vie di mezzo), del profitto, del lavoro-per-vivere vs vivo-per-lavorare (e di tutte le vie di mezzo, anche qui). Come lo affronterò perché per adesso ho sempre rimandato, escluso qualche piccolo accenno, che non so nemmeno se sia mai stato colto dai miei bambini di sei e quasi cinque anni – il piccolo di uno seguirà di conseguenza.



Qualche settimana fa è però accaduto un fatto: dei ladri si sono introdotti in casa nostra, mentre eravamo fuori città per il fine settimana. Al rientro, colti noi genitori per primi di sorpresa, non abbiamo avuto nemmeno il tempo per riflettere sull'opportunità o meno di dirlo ai bimbi. E in ogni caso erano lì con noi quando abbiamo aperto la porta e scoperto la violazione. Il danno è stato relativo: possedendo ben poco, non c'era molto da portar via. Il mio primo pensiero è stato per il pc e l'hard disk. Due oggetti preziosissimi, perché contengono le fotografie della nostra vita (dall'era delle macchine digitali in poi, si intende). C'erano, e per il resto... Pazienza.

Da quel giorno sono iniziate infinite domande da parte dei bambini sui ladri, i furti, i soldi e soprattutto sul perché, perché qualcuno rubi e qualcuno sia derubato, e di che cosa.
Non ho saputo rispondere a tutte le domande, o quanto meno ho dato risposte molto approssimative.
Ricordo ad un certo punto di aver rischiato di incanalarmi in una strada pericolosa, sulla relazione tra soldi e felicità. Non volevo far passare nessun legame in particolare tra denaro e felicità: si è felici da ricchi, da poveri, da medi, così come si è tristi. Però è anche vero che in cassaforte, chi è entrato qui, ha trovato sì una bella collana, ma anche qualche lettera d'amore tra me e mio marito. Le tenevamo lì dentro (cassaforte tranquillamente divelta).



Col denaro mangiamo, ci vestiamo, andiamo via il weekend (che poi appunto forse sarebbe stato meglio rimanere a casa), ecc. Ma in cassaforte metto le lettere d'amore e mi preoccupo delle fotografie. Non posso non far passare questo ai miei figli. Così ho ripreso in parte quel discorso, quella strada rischiosa, non per dire che i poveretti vivono felici d'amore e d'aria e chi è ricco peste lo colga, ma per arrivare un giorno a far capire loro che, vivendo dove viviamo, dove tutto sommato non ci manca niente, è lecito desiderare l'ennesimo giocattolo ma se non si può avere... caspita, ci siamo noi! Siamo noi insieme, stiamo bene, ci amiamo, ridiamo, giochiamo lo stesso. Senza il monito di pensare a chi sta peggio; pensiamo a quanto siamo fortunati e felici già così. 

Tutto il resto che c'è e che verrà sarà abbondanza.

Sul lato pratico, episodio del furto a parte, cerco di tenere i miei figli lontani il più a lungo possibile dal consumismo evitando di frequentare ambienti di cui non condivido (la mancanza di) valori, evitando la tv con relativa pubblicità, selezionando in modo critico con loro i giocattoli od oggetti vari da cui sono attratti, e col vecchio metodo del buon esempio: conduciamo una vita che alcune persone definirebbero morigerata e che a me a volte appare lo stesso piena di sprechi e di superfluo. Stanno iniziando adesso a familiarizzare col fatto che le persone percepiscano uno stipendio grazie al lavoro che svolgono, e che il denaro viene usato per acquistare quel che serve - e spesso qualcosa di più. Non hanno ancora chiaro l'ordine di grandezza di quasi nulla, hanno dei salvadanai, ma non conoscono il valore delle cifre raccolte. E per ora va bene così, sono sicura che troveremo il nostro modo di affrontare la questione mano a mano, crescendo insieme.

Questo post partecipa al Blogstorming di ottobre su Genitoricrescono.



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