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domenica 4 gennaio 2015

La Polizia Vocale ha pranzato alla tavola fresca


Qualche tempo fa avevo accennato ad Alex la divisione in sillabe. Faceva ancora molta confusione tra i concetti di lettere, parole, frasi, ma ho sempre cercato di mantenere un approccio legato alla vita quotidiana, senza "lezioni" quindi, senza teoria, ma solo esperienza vissuta.
Così ho deciso di continuare anche senza che questi concetti fossero stati completamente acquisiti, fiduciosa nel fatto che prima o poi avrebbe imparato intuitivamente a distinguerli ed usarli con competenza (e in effetti gli si stanno via via chiarendo).

La questione della divisione in sillabe era partita dal fatto che Maya si era trovata ad andare a capo scrivendo qualcosa e lei aveva scandito le sillabe ad alta voce.
Alla mia prima spiegazione, Alex non aveva capito direi nulla (son cose che fanno sempre piacere...).

Alla seconda nemmeno. Così ho proposto un gioco: in piedi in mezzo alla stanza, per ogni sillaba delle parole che avrei proposto, si sarebbe fatta una mossa con tutto il corpo o una faccia buffa o una smorfia. Ho iniziato io, per fargli sentire quali fossero le sillabe, senza più spiegare nulla, viste le mie doti scarsissime.

Non saprò spiegare bene, ma fare facce e mosse che fanno ridere i bambini sì, così dopo poco si è aggiunta a noi Maya, che padroneggia la divisione in sillabe piuttosto bene. Alex dopo poco ci ha seguiti a ruota, anche se con vari errori, che venivano sottolineati con uno spietato solletico.
Il gioco poi si è diversificato: sillabe per Alex e tabelline per Maya. Un giorno ci siamo trovati in posta (ultimamente ho spedito non so quanti libretti tattili e la posta è diventata la nostra seconda casa), annoiati, e ho preso in braccio Maya, chiedendole le tabelline: ad ogni risposta esatta corrispondeva una finta caduta dalle mie gambe, con grasse risate di conseguenza. Poi è stato il turno di Alex: stesso trattamento per ogni divisione in sillabe corretta.

Al che si è sentita un'altra vocettina che gridava: "Me! Me!": preso in braccio Aris, anche lui veniva ribaltato per ogni verso di animale indovinato.

All'ultimo appuntamento col Closlieu prima delle feste di Natale, abbiamo deciso di andare all'atelier in macchina invece che con i mezzi, e ci siamo fatti quasi un'ora di traffico milanese. Come passare il tempo? Naturalmente con tabelline e sillabe. Cercavo ispirazione guardando fuori dal finestrino, così abbiamo diviso le indicazioni stradali (Li-na-te, Ber-ga-mo, au-to-stra-de, ecc) e alcuni cartelloni pubblicitari, fino a quando siamo stati affiancati da un'auto dei vigili.
"Alex, adesso dividi 'Polizia locale'". "Po-li-zi...", "Non vorrai mica dividere in due la povera Zia L. o la povera zia D.!!!!". "Po-li-zia-vo-ca-le".


Da quel momento la Polizia Vocale è diventata lo spunto per storie assurde (demenziali, ma i bimbi se la ridevano alla grande), fino a che, passando davanti ad un bar, gli ho chiesto di dividere "Tavola fredda". L'epilogo sta nel titolo.


martedì 30 dicembre 2014

Ultimi libri tattili del 2014

 AUGURO A TUTTI 
UN FELICE ANNO NUOVO!!


Alcuni degli ultimi libretti cuciti:









Per vedernealtri, ecco i link:

il primissimo libro tattile realizzato per il mio bimbo.

Altri libricini tattili o busy book.

Libro-coccola per amica speciale.

Libro tattile sulle esperienze sensoriali di un neonato.



venerdì 5 settembre 2014

Giochi nella fontana (giocare come un bambino)

Durante una passeggiata lungo il canale del porto a Castiglione della Pescaia, abbiamo incrociato una strana coppia; non ho capito se fossero marito e moglie o padre e figlia, ma poco importa. Erano due "zingari", lui più anziano, lei più giovane, che andavano da qualche parte e nel frattempo chiedevano soldi ai passanti. Vestiti in modo decisamente eccentrico, era piuttosto difficile non notarli, anche perchè lei ad un certo punto si è messa a ballare canticchiando. Un po' ballava, un po' saltellava, come avrebbe fatto un bambino - come a volte  viene voglia di fare *a me*, che ho 39 anni e molte più inibizioni e condizionamenti.

Questo episodio mi ha fatto ricordare un pomeriggio di qualche mese fa, sarà stato fine maggio o l'inizio di giugno; le temperature erano diventate tutto di colpo estive - prima di sapere che l'estate "vera" sarebbe stata molto piovosa e fredda, almeno al Nord - e dopo la scuola ci eravamo organizzati con alcuni amici per andare a giocare nella fontana del paese. E' una di quelle bellissime fontane a terra, senza vasca.


I bimbi, in costume e infradito, hanno giocato a più non posso, e io - con la scusa che Aris aveva paura ad avvicinarsi da solo ai getti - mi sono rinfrescata con molto piacere.

Prima che ci raggiungessero gli amichetti, ci hanno fatto compagnia una coppia di adolescenti che tubava sotto l'acqua e un signore che vive qui in paese... alla giornata. Credo sia straniero, e forse con qualche genere di disabilità. Capita spesso di vederlo mendicare e qualche gestore degli esercizi commerciali in centro ogni tanto lo fa lavorare in cambio di soldi o qualcosa da mangiare.


E' stato uno spettacolo, stare a guardarlo: del tutto privo di modi perbene, di inibizioni, di imbarazzo, ha passato una mezz'ora buona a giocare. Sì, a giocare con l'acqua, con gli spruzzi, a toccarla, a deviarne la direzione, a creare ulteriori giochi tra i getti, a farsi passare l'acqua sotto la maglietta, dentro i pantaloni, come solo un bambino altrimenti potrebbe fare.

Secondo me ha capito che, almeno un po', l'ho invidiato.

mercoledì 19 marzo 2014

Ancora Busy book


In questo periodo è proseguita la produzione di nuovi libricini tattili per piccolini.


Le idee sono tante, cerco di inserire sempre qualche elemento unico; il web è sicuramente una fonte di ispirazione, ma ogni pagina è pensata e realizzata con cura e amore, immaginando le piccole mani che li afferreranno, stropicceranno, toccheranno, giocheranno.
















Auguro a tutti i bimbi che riceveranno uno dei miei libretti di provare lo stesso entusiasmo che ho provato io nel progettarli e cucirli: è anche grazie a loro che resto sempre un po' bambina!



Per vedere gli altri libricini tattili che ho realizzato, ecco i link:

Coccole per ogni età (perchè produco libri tattili non solo per bambini!!)
Busy book #2
Il primo libro di Aris






domenica 19 gennaio 2014

Infilare e travasare (manualità)

Questa è un'altra attività per la manualità fine, dopo quella con i tappi delle bottiglie; è nata un po' per caso, poi ho visto che ci prendeva gusto, e così ogni tanto la ripropongo.



Tempo fa ho commesso il grave errore di dare ad Aris una scatola piena di bottoncini a pallina, che ha prima maneggiato con estrema maestria, prendendone uno alla volta e giocandoci, poi ha pensato bene di rovesciare l'intera scatola e da quel giorno ogni tanto troviamo un bottoncino in giro per casa.


E anche lui ne ha scovato uno, mentre era nella stanza del pc con me. Così, gli ho dato in mano un piccolo bicchiere e una pentolina giocattolo (sono quelli da battaglia, che tengo chiusi in un armadio dello studio, in un sacchetto pronti da portare al parco) e gli ho mostrato senza aggiungere una parola come prendevo la pallina, la mettevo nel bicchierino e poi da quello la versavo della pentolina.


Si è intrattenuto così per un bel pezzo, mentre io lavoravo al pc.


Due momenti buffi sono stati quando la pallina gli si è infilata tra anulare e medio di una manina e non riusciva a farla cadere, e quando ha scoperto che la pallina rotolava benissimo nei punti più irraggiungibili della stanza (e io mi prestavo a recuperarla, con tanto di commenti e facce contrariate):



















sabato 18 gennaio 2014

Avviamento alle parole crociate

Ovvero come si trasmettono le passioni ai figli e come questi ti perseguitano quando vorresti fare un sudoku o delle parole crociate in santa pace.


In effetti ricordo che anche io da bimba tormentavo la mia mamma appena la vedevo con la Settimana Enigmistica in mano; lei mi faceva fare la "pista cifrata" (mi ha detto mia figlia che si chiama così: io non ci avevo mai fatto caso!!) e se proprio era compassionevole anche "Che cosa apparirà" (oh, anche questo me lo ha detto sempre lei).

In questi giorni Maya mi ha chiesto di prepararle delle parole crociate tutte per lei, e in fondo mi ha dato gusto pensarle e prepararle.


Anche Alex ha voluto uno schema personalizzato, più ridotto perché ancora non sa leggere:


sabato 4 gennaio 2014

Tappi e bottiglie (manualità) - Buon anno!

Non abbiamo fatto un vero brindisi al nuovo anno, ma abbiamo lo stesso giocato a stappare bottiglie: bottiglie di dimensioni diverse e con i loro tappi, non intercambiabili.


Attraverso l'esperienza si imparano continuamente nuove cose, si affinano nuove abilità e competenze; il meglio di tutto è la vita vera, in stile montessoriano, e i bimbi imparano ad aprire e chiudere le bottiglie semplicemente vivendo e partecipando ai gesti quotidiani, ma ogni tanto mi piace osservarli in attività specifiche, predisposte ad hoc.



















Mi piace soprattutto l'espressione di totale concentrazione, rapito dal gesto; sembra quasi in un mondo a sé, dove non esiste altro che quello che fa.





















In queste foto, Aris ha 15 mesi; prima di dargli le bottiglie, ho svitato io i tappi, in modo che lui dovesse solo sollevarli e riappoggiarli, perché ancora non è in grado di svitare e avvitare. Ho scelto due bottiglie grandi (una di succo e una di detersivo) e un contenitore per la raccolta delle urine (nuovo, eh!), perché hanno dimensioni diverse dalle bottigliette da mezzo litro d'acqua che a volte gli capitano tra le mani (e che quando sono piene di solito non gli lascio aprire, specialmente d'inverno).


Un altro esempio di attività per la manualità fine.

mercoledì 4 dicembre 2013

Busy book #2

Ecco il secondo libro di Aris, dopo il suo primo busy book, anche se devo dire che non disdegna certo quelli veri, per lo più disturbando i due più grandi.


Ho lasciato la copertina vuota, col solo bottone e relativo laccetto, che già di per sè è una bella attività.

Poi ho inserito delle pagine con queste caratteristiche:


bottoni da toccare, contare (quando sarà capace), riconoscerne i colori;
pagina scricchiolante, realizzata con la carta delle uova di Pasqua all'interno (quella a quadretti marrone);


giochino interattivo, con piccoli pescetti da far saltare fuori e rituffare in mare, che è una tasca;


pagine piene di colori e sfumature (rimasugli dell'astuccio di Maya, per non sprecare niente!);


pagina tattile, con etichette, un avanzo di tenda, borchie di una mia (ex)cintura, sempre della serie ricicliamo tutto, e quadratino da far scorrere avanti e indietro lungo un nastrino recuperato da qualche bomboniera;



pendagli di tre lunghezze diverse, da tirare, usare per fare il solletico e confrontare quando saprà riconoscere le dimensioni reciproche (grande, medio, piccolo); bottoni e asole, da aprire e chiudere in attesa che io mi decida a costruire dei veri telai montessoriani delle allacciature.

domenica 1 dicembre 2013

Giochini morbidi fai da te

Per i più piccini, si possono realizzare in pochi minuti questi giochini morbidi e semplici. Ne ho realizzati alcuni per il mio piccolo e per i cuginetti.



Tempo fa avevo trovato un tutorial su un sito proprio carino. E' un gioco semplice perchè si realizza in poco tempo e con ritagli di stoffa, e va bene per i piccolissimi perchè è morbido, lavabile e facile da afferrare, grazie ai nodini e alla forma a stella.




Nel tutorial ne viene presentato uno con dentro una pallina di carta e nastro adesivo, che dà l'effetto imbottito e scricchiolante. A mio vedere in realtà così si rischia di rovinare nei lavaggi, e quelli che ho realizzato io li ho riempiti con imbottitura "vera" alcuni (ma vanno bene anche ritagli e scarti di stoffa), altri con la carta dell'uovo di pasqua, altri ancora con i noccioli di ciliegia. Questo ultimi fanno sia rumore agitandoli, sia si possono mettere sul termosifone a scaldare e poi usare come coccola nelle giornate fredde.

















Questi li avevo personalizzati al punto croce, altra mia passione, per i cuginetti dei miei bimbi.


Per realizzarlo, nel tutorial indicato sopra ci sono delle belle foto molto chiare; io aggiungerei che per ritagliare i due cerchi si può usare come misura un CD:


Prima di risvoltare i triangoli, ho tagliato così la punta oltre il limite della cucitura e per risvoltare bene fino in cima ho usato un ferro da maglia, con punta non troppo sottile o si rischia di perforare la stoffa; se si hanno solo ferri di misura piccola, si possono usare dal fondo;




Per risvoltare bene la forma tonda centrale, ho fatto tanti piccoli tagli così, lungo tutta la circonferenza;






Ho puntato con uno spillo i vertici dei triangoli al centro,        
così che non finissero per sbaglio nella cucitura;
come imbottitura ho usato scarti di stoffe
che conservo via via che lavoro.




Qui ci sono i miei due bimbi più grandi, che cuciono (= mi tormentano) insieme a me.



Ne ha parlato anche Francesca di EquAzioni!



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