mercoledì 19 marzo 2014

Ancora Busy book


In questo periodo è proseguita la produzione di nuovi libricini tattili per piccolini.


Le idee sono tante, cerco di inserire sempre qualche elemento unico; il web è sicuramente una fonte di ispirazione, ma ogni pagina è pensata e realizzata con cura e amore, immaginando le piccole mani che li afferreranno, stropicceranno, toccheranno, giocheranno.
















Auguro a tutti i bimbi che riceveranno uno dei miei libretti di provare lo stesso entusiasmo che ho provato io nel progettarli e cucirli: è anche grazie a loro che resto sempre un po' bambina!



Per vedere gli altri libricini tattili che ho realizzato, ecco i link:

Coccole per ogni età (perchè produco libri tattili non solo per bambini!!)
Busy book #2
Il primo libro di Aris






lunedì 10 febbraio 2014

Ti avvolgo di colore

Ti avvolgo di colore, mio piccolo Aris, perchè mi piace tenerti addosso, mi piace annusarti, mi piace sentire le tue manine contro la mia pelle, mi piace che ti piaccia.

Ho iniziato a portarti quando c'era la piccola Maya, che aveva solo un marsupio e un pareo che facevo su in un modo tutto sbagliato, ma chi lo sapeva che poi internet sarebbe diventato un'enciclopedia; ho iniziato a portarti col piccolo Alex, che aveva una micasling orrenda e scomoda; ho iniziato a portarti nel pancione, che aveva un pareo (sempre lo stesso) a sostenerlo avanti e indietro dalla spiaggia prima che tu nascessi. E poi sei nato, ti ho portato in braccio e ho portato la tua placenta in una borsa, fino al giorno in cui il tuo cordone si è staccato e tu sei entrato in fascia, e l'osteopata mi diceva: "Questo bimbo non ha ancora capito di essere nato".



Adesso lo sai bene, di essere nato, di essere tu, anche se ogni tanto di notte sono convinta che te ne dimentichi e pensi ancora di essere là dove non esiste il tempo. Adesso ti porto con fasce di mille colori.


Proseguono intanto i miei tentativi di rendere più chiaro lo scorrere del tempo per il cinquenne:




giovedì 6 febbraio 2014

Il futuro è digitale (pagelle)

Sarà per questo che le pagelle del primo quadrimestre, che da ieri avrebbero dovute essere visibili e scaricabili da apposita piattaforma predisposta dal Ministero della Pubblica Istruzione, saranno disponibili probabilmente in giugno.

Avevamo deciso di dare meno enfasi possibile alla questione voti e pagelle, almeno in casa, perchè siamo orgogliosi dei nostri bambini per tantissimi altri motivi, ma ieri mattina, prima di sapere che la pagella digitale sarebbe stato un enorme flop, Maya mi ha chiesto di spiegarle esattamente che cosa fosse, 'sta pagella, perchè le maestre in classe ne avevano parlato, ma non le era molto chiaro.

Così le ho spiegato che le pagelle sono un modo, un foglio di solito, per riassumere se i bambini a scuola stanno imparando tante cose nuove, se sono interessati, se stanno bene coi loro compagni, ecc.

Nel corso della mattinata, ci sono stati vari scambi di sms e e-mail tra i genitori e la rappresentante di classe per capire se eravamo tutti molto imbranati o se ci fosse qualche problema. Problemi tecnici, ritardi, piattaforma in tilt: di fatto, niente pagelle.

Maya è tornata a casa spiegandoci che le maestre avevano detto che le pagelle non erano pronte, però lei era curiosa: la voleva vedere una pagella.

Così ne abbiamo preparata una insieme.


martedì 28 gennaio 2014

Calendario dei compleanni

Da un po' di tempo pensavo a come rendere più chiara e immediata l'idea della ciclicità delle stagioni, dei mesi, del tempo. Tante volte i bimbi ci fanno domande su quando accadrà il tale evento, su quando arrivano i compleanni, il Natale, ecc e vediamo che Alex (5 anni) ha ancora parecchia confusione in testa. Non sa elencare con sicurezza i giorni della settimana, e tanto meno i mesi, ma soprattutto gli crea confusione l'elenco (i giorni della settimana e i mesi  nell'anno) e che alla fine dell'elenco si ricominci da capo.

 

Qualche giorno fa Maya (6 anni) ha realizzato da sola questa specie di mappa-quiz con le date di nascita della nostra famiglia, così mi ha dato l'idea di partire dalle date importanti per noi, cioè i compleanni, e realizzare una specie di calendario personalizzato che non mostrasse il tempo in modo lineare ma ciclico, come di fatto è.

Ogni mese si cambia lo spicchio in evidenza e si mettono i bigliettini di chi è nato in quel periodo.
Il calendario finito è piaciuto, ci stanno giocando e ragionando su un sacco.

Avrei voluto inserire anche i numeri dal 1° al 31, ma non ho trovato un modo semplice per includerli, magari mi verrà qualche idea più in là.

Ecco il nostro calendario


martedì 21 gennaio 2014

Bruno Barbieri e Maria Montessori

Ieri sera sono stata alla presentazione del nuovo libro di Bruno Barbieri (per chi non sapesse chi sia, è uno chef che partecipa ad una trasmissione televisiva), che è un libro a metà tra un ricettario e un'autobiografia, e che presenta una novità nel suo genere: le ricette non sono accompagnate da fotografie del piatto finito, ma da illustrazioni. E non sono illustrazioni qualsiasi: sono state realizzate da Marina Cremonini, la mia cara amica di cui ho già raccontato anche nel post su Querciantica.


Sono andata alla presentazione con Aris, che dopo alcuni minuti si è stancato di stare fermo e in silenzio; così mentre Bruno Barbieri raccontava di sè e di Marina, sono uscita dalla sala eventi e sono rimasta tra gli scaffali della libreria. Qui c'erano non solo libri, ma anche moltissimi utensili da cucina.


Accanto ad uno scaffale c'era un tavolino con appoggiati sopra degli opuscoli di una marca di design per attrezzature da cucina. Aris ha iniziato a prenderne un po' per volta e a metterli sopra le pile di libri degli altri scaffali.


Sul momento ho pensato che stesse facendo casino, e mano a mano che lui li spostava poi io li rimettevo al loro posto sul tavolino. Ma lui ricominciava da capo, e in modo sistematico li rimetteva sopra le pile di libri, a mucchi. L'ho lasciato fare per varie volte, in modo che si intrattenesse fino alla
conclusione della serata, e ho così avuto modo di osservarlo: usava un certo criterio per spostare i volantini e si ostinava ad impilarli sugli altri libri.


Dopo un po' ho capito che li stava mettendo in ordine: per lui non c'era differenza tra opuscolo e libro, e tutti gli altri libri della libreria si trovavano impilati in file precise, così cercava di mettere bene a posto anche i depliant. Esattamente come sostiene Maria Montessori, sulle esigenze di armonia dei bambini, anche i più piccoli amano e tentano di riprodurre un preciso ordine.


Da Il segreto dell'infanzia (cap. VIII - L'ordine): uno dei periodi sensitivi più importanti e il più misterioso è quello che rende il bambino sensibilissimo all'ordine. Questa sensibilità si manifesta già dal primo anno di vita e si prolunga anche durante il secondo. 

E ancora: L'ordine delle cose vuol dire conoscere il collocamento  degli oggetti nell'ambiente, ricordare il luogo ove ciascuno di essi si trova.

domenica 19 gennaio 2014

Infilare e travasare (manualità)

Questa è un'altra attività per la manualità fine, dopo quella con i tappi delle bottiglie; è nata un po' per caso, poi ho visto che ci prendeva gusto, e così ogni tanto la ripropongo.



Tempo fa ho commesso il grave errore di dare ad Aris una scatola piena di bottoncini a pallina, che ha prima maneggiato con estrema maestria, prendendone uno alla volta e giocandoci, poi ha pensato bene di rovesciare l'intera scatola e da quel giorno ogni tanto troviamo un bottoncino in giro per casa.


E anche lui ne ha scovato uno, mentre era nella stanza del pc con me. Così, gli ho dato in mano un piccolo bicchiere e una pentolina giocattolo (sono quelli da battaglia, che tengo chiusi in un armadio dello studio, in un sacchetto pronti da portare al parco) e gli ho mostrato senza aggiungere una parola come prendevo la pallina, la mettevo nel bicchierino e poi da quello la versavo della pentolina.


Si è intrattenuto così per un bel pezzo, mentre io lavoravo al pc.


Due momenti buffi sono stati quando la pallina gli si è infilata tra anulare e medio di una manina e non riusciva a farla cadere, e quando ha scoperto che la pallina rotolava benissimo nei punti più irraggiungibili della stanza (e io mi prestavo a recuperarla, con tanto di commenti e facce contrariate):



















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